MILANO-CORTINA 2026, LA VERA SFIDA È NELLA MENTE: A BORMIO LA NEUROLOGIA CONQUISTA LA SUA MEDAGLIA D’ORO
Bormio, 13 febbraio 2026 - La sfida olimpica di Milano-Cortina 2026 non si gioca soltanto sulle piste, ma anche nella nostra testa. In occasione dei Giochi invernali, la salute del cervello è entrata al centro del dibattito scientifico e pubblico con il convegno “Un cervello da medaglia d’oro”, promosso dalla Sezione Lombardia della Società Italiana di Neurologia (SIN) e inserito nel calendario delle Olimpiadi culturali, con il patrocinio di Regione Lombardia.
Una scelta non casuale: Bormio, cuore delle gare olimpiche di sci alpino maschile, è diventata per un giorno anche capitale della prevenzione neurologica, riunendo istituzioni, specialisti e campioni olimpici in un confronto aperto alla cittadinanza.
Sulla prevenzione neurologica dobbiamo fare un salto di qualità
Il Presidente della SIN, Professor Mario Zappia, ha richiamato l’urgenza di investire con decisione nella prevenzione delle malattie del cervello, in particolare quelle neurodegenerative: «Per le malattie cardiovascolari e oncologiche la prevenzione ha prodotto risultati straordinari. Per le patologie neurologiche, soprattutto quelle neurodegenerative, abbiamo fatto ancora troppo poco», ha spiegato. «Eppure, oggi sappiamo che esistono fattori di rischio modificabili sui quali possiamo intervenire. Se riusciamo ad agire precocemente e in modo mirato, possiamo ridurre sia la frequenza sia la gravità di queste malattie».
Il Professor Zappia ha sottolineato, inoltre, la necessità di individuare con precisione le popolazioni target e di costruire campagne strutturate, basate su evidenze scientifiche solide. In un contesto come quello olimpico, inoltre, il tema si intreccia con la gestione dei traumi cranici: «Il trauma cranico è un possibile fattore di rischio per lo sviluppo di malattie neurodegenerative, come il Parkinson. È fondamentale ridurre il rischio attraverso adeguate protezioni e garantire un intervento tempestivo sulle piste, con personale medico dedicato e percorsi rapidi verso i centri ospedalieri. La tempestività può fare la differenza nel limitare complicanze anche a lungo termine».
Una rete ospedaliera integrata per garantire assistenza ai malati neurologici
Sul piano organizzativo, il Presidente della Sezione Lombarda della Società Italiana di Neurologia, Dottor Simone Vidale, ha evidenziato come l’appuntamento olimpico rappresenti anche un banco di prova per il sistema sanitario regionale: «In un contesto catalizzatore come le Olimpiadi di Milano-Cortina vogliamo sottolineare la necessità di una vera sussidiarietà tra le diverse strutture ospedaliere, anche all’interno della Regione Lombardia, per garantire assistenza a tutti i malati neurologici. Il cervello è la prima infrastruttura del nostro organismo: proteggerlo significa investire sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del sistema sanitario. Per questo l’attenzione deve concentrarsi sui percorsi clinico-assistenziali per la gestione delle patologie neurologiche acute tempo-dipendenti e sul rafforzamento dell’integrazione tra le strutture ospedaliere del territorio, così da assicurare interventi tempestivi, continuità di cura e una presa in carico efficace anche in un contesto complesso come quello dei Giochi olimpici».
One Brain, One Health non è uno slogan
A rilanciare la visione strategica della neurologia è stato il Professor Alessandro Padovani, Past President della SIN, che ha ricordato il peso crescente delle malattie neurologiche e psichiatriche sul carico globale di disabilità: «Le malattie neurologiche rappresentano una delle sfide più grandi per la medicina contemporanea. Se includiamo disturbi come cefalea e insonnia, fino a patologie come ictus, Parkinson, sclerosi multipla e decadimento cognitivo, parliamo di condizioni che interessano un terzo della popolazione. Possiamo fare molto per ridurre la disabilità, ma possiamo fare ancora di più per diminuire l’incidenza di queste patologie, anche nelle età più avanzate».
Da qui il richiamo al concetto di “One Brain, One Health”: «Non è uno slogan, ma una visione integrata. La salute è unitaria e il cervello ne è una componente essenziale, tanto quanto il cuore o gli altri organi. Investire sulla prevenzione neurologica significa investire sul futuro della nostra società» ha concluso il Professor Padovani.
L’alleanza con le Istituzioni e lo sport
«Portare nelle sedi istituzionali il dibattito clinico che nasce da appuntamenti come questo è fondamentale. Il tema della salute mentale, dai giovani agli anziani, sta assumendo una centralità sempre maggiore e richiede risposte concrete e integrate» ha affermato Emanuele Monti, Presidente della IX Commissione permanente Welfare, assicurando il sostegno della Regione ai progetti che emergeranno dal confronto scientifico.
Al convegno è intervenuto il Professor Mario Melazzini, Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia, che ha sottolineato l'importanza della rete delle neuroscienze della Regione Lombardia e anche in questo caso, in occasione delle Olimpiadi, ha sottolineato l'importanza della sussidiarietà tra l'ospedale Niguarda e quelli della Valtellina, cui hanno contribuito anche altri nosocomi della Regione, soprattutto per dare il supporto neurologico in questo importante momento olimpico. Il professor Melazzini ha anche ribadito la necessità di poter tradurre in atti concreti ciò che deriva sia dalle esperienze sul territorio sia dai lavori scientifici.
Massimo Lombardo, Direttore generale Areu-Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, ha messo in luce l’importanza della rete delle emergenze e della collaborazione con la neurologia per le patologie tempo dipendenti.
Una sinergia che impatta positivamente anche sulla città di Bormio, come ha ricordato la prima cittadina Silvia Cavazzi: «Il fatto che il nostro ospedale Morelli faccia parte di una rete molto importante con l'ospedale Niguarda, eccellenza mondiale straordinaria nel campo della sanità, è una garanzia per il futuro, per quelle che sono le esigenze dei nostri cittadini e dei turisti che visiteranno Bormio nei prossimi anni».
Il Presidente del CONI Lombardia, Dottor Marco Riva, ha richiamato il valore dello sport come strumento di benessere riconosciuto anche dalla Costituzione: «Il cervello è determinante nelle performance agonistiche ma il ruolo dello sport va oltre la competizione. È benessere fisico e mentale, integrazione, socialità. Mettere insieme campioni e professionisti della salute significa costruire una squadra più forte per tutta la comunità».
La presenza degli olimpionici Yuri Confortola e Giuliano Razzoli ha reso tangibile questo legame tra allenamento del corpo e forza mentale, tematica rafforzata anche nell'intervento straordinario del Dottor Andrea Panzeri, Presidente della Commissione Medica FISI.
Mentre Milano-Cortina 2026 vive l’emozione dei Giochi, il messaggio che arriva da Bormio è chiaro: la prima, vera medaglia da conquistare è la prevenzione. Una sfida che accompagna atleti e cittadini, medici e istituzioni, e che si gioca ogni giorno nella tutela del nostro bene più prezioso: il cervello.
- Adnkronos Comunicazione per Società italiana di Neurologia (SIN) -
Maria Luisa Paleari| Roberta Stumpo | Raffaella Marino | Roberto Scalise
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