SCUOLE DI MONTAGNA: «IL GOVERNO TOGLIE 40 MILIONI AGLI AIUTI ALLA CASA PER IL PERSONALE SCOLASTICO. MONTAGNA TRADITA DA FALSE PROMESSE»

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SCUOLE DI MONTAGNA: «IL GOVERNO TOGLIE 40 MILIONI AGLI AIUTI ALLA CASA PER IL PERSONALE SCOLASTICO. MONTAGNA TRADITA DA FALSE PROMESSE»

Lun, 05/10/2026 - 15:50
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Sondrio, 5 ottobre 2026

«Annunciano gli incentivi, ma poi tolgono i fondi per coprirli. Questa è la politica di FdI, Lega e Forza Italia a favore della montagna».

È dura la presa di posizione di Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Pd lombardo, e Michele Iannotti, segretario provinciale dem di Sondrio, dopo che nel decreto scuola il Governo ha cancellato per due anni gli aiuti alla casa promessi al personale delle scuole di montagna.

«Già la legge sulla montagna, approvata nel settembre 2025, era stata una farsa, priva di una strategia efficace e soprattutto di risorse adeguate ai bisogni dei territori – commentano Roggiani e Iannotti -. Ora, con questo magheggio contabile tra le pieghe del decreto i partiti al Governo mostrano la loro vera faccia e il disinteresse per i territori montani».

All’articolo 2, comma 2, del decreto il Governo modifica la decorrenza del credito d’imposta previsto dalla legge sulla Montagna: al posto di «a decorrere dall’anno 2025» è scritto «per l’anno 2025 e a decorrere dall’anno 2028». Non una mera questione lessicale: nel 2026 e nel 2027 il personale scolastico avente diritto non potrà beneficiare del sostegno per le spese di affitto e mutuo. Complessivamente vengono sottratti alla misura 40 milioni di euro a livello nazionale, destinati ad altre finalità del decreto.

«Già a settembre 2025, quando la legge sulla montagna fu approvata definitivamente dal Senato, avevamo denunciato la distanza tra gli annunci e gli strumenti messi a disposizione - afferma Roggiani -. Oggi il Governo conferma che quelle critiche erano purtroppo corrette: una promessa buona solo per la propaganda, rinviata quando arriva il momento di mettere a disposizione le risorse. E dire che il ministro Valditara la presentava come un'iniziativa di equità per i docenti dei territori svantaggiati. Per un insegnante o un lavoratore del personale Ata che deve accettare un incarico e trovare casa, aspettare il 2028 significa restare senza sostegno quando ne ha bisogno».

Roggiani annuncia che il Pd presenterà emendamenti durante l’esame parlamentare del decreto per ripristinare la misura già dal 2026. «Chi voterà contro gli emendamenti per ripristinare gli aiuti dovrà assumersi la responsabilità di questa scelta davanti ai territori montani» sottolinea.

«Governo e Regione ci ripetono ogni giorno che lavorano per la montagna, per il ripopolamento e per i territori periferici – aggiunge Iannotti -. Ma questa decisione va nella direzione opposta. Avevamo già detto che gli incentivi previsti erano troppo modesti per affrontare le difficoltà di chi sceglie di vivere e lavorare nelle nostre valli. Ora viene escluso, per il 2026 e 2027, anche l’aiuto alla casa per il personale scolastico. In Valtellina e Valchiavenna trovare personale scolastico e garantirne la permanenza significa fare i conti anche con le distanze tra i paesi, i tempi degli spostamenti, le difficoltà dei collegamenti e la disponibilità di alloggi. Sono condizioni che richiedono sostegno, perché in montagna il servizio scolastico deve essere garantito, chi abita nelle nostre valli non è un cittadino di serie B. Favorire la permanenza degli insegnanti e del personale Ata significa dare continuità alla scuola e consentire alle famiglie di restare nei paesi. Togliere gli aiuti alla casa rende tutto questo più difficile e contraddice gli obiettivi di ripopolamento proclamati dal centrodestra».

Per questo Iannotti e Roggiani chiedono alla giunta regionale lombarda, a cominciare dall’assessore agli Enti locali e alla Montagna Massimo Sertori, di prendere una posizione chiara contro questa scelta e di chiedere al Governo il ripristino delle risorse. «Chi governa la Regione non può celebrare la legge sulla Montagna e poi accettare che vengano sospese anche quelle poche misure che, pur insufficienti, avrebbero offerto un sostegno concreto a chi viene a lavorare nei nostri territori - aggiungono -. Il Pd si farà sentire forte e chiaro, in Parlamento, in Regione e sul territorio. Chiediamo che gli aiuti siano ripristinati e resi concretamente accessibili. La montagna ha bisogno di servizi, personale e investimenti certi. Chi promette di contrastare lo spopolamento lo dimostri con decisioni e voti coerenti, senza limitarsi a fare propaganda».

- La segreteria organizzativa -

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