Provincia di Sondrio, segnali positivi dal sistema imprenditoriale
In provincia di Sondrio, al 30 giugno 2026, aumenta il numero di imprese registrate e di imprese attive. Rientrano entro i livelli tipici del periodo il tasso di iscrizione (rapporto percentuale tra imprese iscritte e imprese registrate) e tasso di cessazione (rapporto percentuale tra imprese cessate e imprese registrate).
Il settore “altri servizi”, riclassificato secondo la nuova codifica ATECO 2025 (che comprende fra gli altri trasporti, servizi professionali, ICT, attività finanziarie, immobiliari, servizi alle imprese e alla persona), si conferma il comparto più consistente e dinamico del sistema imprenditoriale provinciale.
Segnali di crescita arrivano anche da costruzioni, attività di alloggio e di ristorazione, agricoltura e artigianato.
Rimane costante la quota delle imprese registrate in provincia di Sondrio sul totale di quelle della Lombardia, pari all'1,5%.
È il quadro che emerge dallo studio di iscrizioni e cessazioni al Registro delle Imprese, attraverso Movimprese, l'analisi statistica trimestrale condotta da InfoCamere sugli archivi di tutte le camere di commercio italiane.
Nel dettaglio, in provincia di Sondrio le imprese registrate sono 13.797, in aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre le imprese attive raggiungono quota 13.092, con una crescita dello 0,7%, in linea con il dato regionale. Sul fronte della iscrizioni-cessazioni, il tasso di iscrizione si attesta all’1,3%, coerente con i valori storicamente registrati nel periodo e lievemente inferiore al dato regionale pari all’1,6%. Il tasso di cessazione scende invece allo 0,8%, nettamente inferiore al dato lombardo, pari al 2,2%.
Segnali positivi per il sistema imprenditoriale locale, come rileva la presidente Loretta Credaro: «La crescita delle imprese registrate e attive, insieme al ritorno del tasso delle cessazioni su livelli più fisiologici, conferma la tenuta del nostro tessuto imprenditoriale in una fase ancora complessa, che seguiamo nella sua evoluzione, spesso di difficile lettura, e nelle sue ripercussioni sull'economia, che si manifestano con puntuale evidenza. Come Camera di commercio manteniamo alta l'attenzione e continuiamo a sostenere le nostre imprese nei percorsi di consolidamento, competitività e adattamento ai cambiamenti del mercato».
A livello settoriale, sono sempre gli “altri servizi” a rappresentare il comparto più consistente e dinamico. Le imprese registrate in questo settore costituiscono il 29,2% del totale provinciale, una quota in costante aumento. Positiva anche la dinamica delle costruzioni, che registrano un tasso di iscrizione dell’1,7%, superiore al dato regionale dell’1,5%, a fronte di un tasso di cessazione dello 0,5%, contro l’1,0% lombardo.
In crescita anche le imprese attive nelle attività di alloggio e ristorazione, con un tasso di iscrizione dell’1,0%, rispetto allo 0,9% regionale e un tasso di cessazione dello 0,6%, nettamente inferiore all’1,1% lombardo.
Segnali positivi arrivano inoltre dall’agricoltura, che presenta un tasso di iscrizione dello 0,7%, sostanzialmente in linea con il dato regionale dello 0,6%.
Le cessazioni prevalgono invece nel commercio, dove il tasso di cessazione è dell’1,1%, in linea con quello regionale, a fronte di un tasso di iscrizione dello 0,5%, inferiore allo 0,8% lombardo. Nel manifatturiero il tasso di cessazione è pari allo 0,9%, come in Lombardia, mentre le nuove iscrizioni si fermano allo 0,4%, contro lo 0,6% regionale.
Il confronto con la Lombardia conferma alcune caratteristiche distintive del sistema imprenditoriale provinciale. In provincia di Sondrio è infatti significativamente più elevata la quota di imprese operanti nell’agricoltura, pari al 14,3% del totale contro il 4,4% regionale e nelle attività di alloggio e ristorazione, che raggiungono il 13,7%, quasi il doppio rispetto al 6,7% lombardo. Per gli altri comparti le quote provinciali risultano inferiori alla media regionale. La differenza più marcata riguarda gli “altri servizi”, che rappresenta il 29,2% delle imprese registrate in provincia di Sondrio, contro il 40,6% della Lombardia. Nonostante le differenze nella composizione settoriale, come detto, la provincia di Sondrio mantiene stabile all’1,5% la propria quota sul totale delle imprese registrate in Lombardia.
Anche l’artigianato registra una dinamica positiva. Le imprese artigiane registrate sono 4.061, in aumento dello 0,9% rispetto all’inizio del 2026, mentre quelle attive raggiungono quota 4.057, anch’esse in crescita dello 0,9%. Il settore predominante resta quello delle costruzioni, che rappresenta il 41,8% delle imprese artigiane provinciali, seguito dagli altri servizi, con il 33,7%, e dal manifatturiero con il 20%. Nel secondo trimestre dell'anno, i tassi di iscrizione più significativi dell’artigianato si registrano nelle costruzioni, con il 2,4% e negli altri servizi, con l’1,4%: in entrambi i casi i valori risultano superiori ai rispettivi tassi di cessazione. Nel manifatturiero artigiano, invece, iscrizioni e cessazioni risultano sostanzialmente in equilibrio. Gli altri settori presentano numerosità più contenute, con poche unità di nuove iscrizioni o cessazioni e un’incidenza limitata sul risultato complessivo.
Nota metodologica
"Le analisi contenute nel presente comunicato si basano sui dati di movimentazione anagrafica delle imprese (iscrizioni e cessazioni) rilevati dal Registro delle Imprese. Tali indicatori misurano esclusivamente la demografia del sistema imprenditoriale (ovvero la variazione dello stock delle unità registrate e attive). Restano pertanto escluse dalla presente rilevazione le dinamiche relative alla crescita dimensionale delle aziende, quali le variazioni del volume d’affari, del valore aggiunto o del numero di addetti impiegati, che sono oggetto di specifiche indagini economiche complementari".
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