REFERENDUM: IL NO VINCE, BOCCIATA LA PROVA DI FORZA DEL GOVERNO
Sondrio, 23 marzo 2026
La forte partecipazione al referendum del 22 e 23 marzo rappresenta un segnale politico molto chiaro. I cittadini hanno scelto di esprimersi su una modifica della Costituzione e hanno detto NO.
“È un risultato molto significativo, dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico, Michele Iannotti, perché dimostra che, quando sono in gioco i principi fondamentali della nostra democrazia, i cittadini rispondono e partecipano. Non era un voto scontato, ma una scelta consapevole e importante.”
È stato respinto un intervento sbagliato e imposto senza un vero confronto nel Paese.“Questa riforma, prosegue Iannotti, non interveniva sui problemi reali della giustizia: non riduceva i tempi dei processi, non rafforzava gli organici, non migliorava l’organizzazione degli uffici. Si è scelto invece di mettere mano alla Costituzione senza dare risposte concrete ai cittadini.”
Questo voto ha evitato un rischio serio: quello di avviare un percorso di modifica degli equilibri istituzionali che avrebbe potuto indebolire il sistema dei pesi e contrappesi previsto dalla Costituzione. Non era un intervento isolato, ma il primo tassello di un disegno più ampio, legato anche al progetto di premierato, con l’obiettivo di accentrare progressivamente il potere nelle mani dell’esecutivo. "Il rischio, sottolinea Iannotti, era quello di alterare un equilibrio delicato tra i poteri dello Stato, indebolendo le garanzie che tutelano i cittadini. Per questo il voto di oggi ha un valore che va oltre il merito della singola riforma: è una scelta a difesa dell’impianto costituzionale.”
C’è poi un dato politico evidente. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di trasformare il referendum in una prova di forza del governo. Il risultato è chiaro: quella prova è stata persa. “Il governo ha personalizzato questo voto, aggiunge Iannotti, e gli italiani hanno dato una risposta netta. È stata bocciata non solo una riforma, ma anche l’idea di usare la Costituzione come terreno di scontro politico.”
Si tratta di una sconfitta politica netta per il governo e per un metodo basato su forzature e riforme calate dall’alto, che utilizzano la Costituzione come terreno di scontro.
Da questo voto emerge anche una domanda di cambiamento. I cittadini chiedono un modo diverso di governare: più rispetto delle istituzioni, più confronto, più attenzione ai problemi reali delle persone. “C’è una richiesta chiara, evidenzia Iannotti, di tornare a una politica che ascolta, che costruisce le riforme insieme e che mette al centro i bisogni concreti delle persone, a partire da una giustizia più efficiente e accessibile.”
Un ringraziamento al Comitato provinciale per il NO e al suo portavoce Pietro Della Pona per il lavoro svolto sul territorio, che ha contribuito a costruire partecipazione e consapevolezza. “In queste settimane, conclude Iannotti, abbiamo costruito insieme un percorso serio e diffuso sul territorio, fatto di incontri, confronto e informazione. Questo risultato è anche il frutto di quel lavoro collettivo.”
- La segreteria organizzativa -
- 15 viste