Dopo Morbegno e Talamona, CISL e ANOLF Sondrio: «Non lasciamo che la paura dell'altro diventi il clima delle nostre comunità»
Sondrio, 4 Novembre 2026
A qualche giorno dai fatti di Morbegno e Talamona, CISL Sondrio e ANOLF Sondrio sentono il
dovere di una riflessione che vada oltre la cronaca. Il lenzuolo con la scritta «Non siete più i bene
accetti» e la testa di maiale lasciati all'ingresso del Centro culturale islamico non sono una
provocazione qualsiasi: sono un'intimidazione che colpisce un luogo di preghiera e, con esso,
centinaia di famiglie che qui lavorano e crescono i figli da anni, molte con cittadinanza italiana. A
loro rinnoviamo la nostra vicinanza, con fiducia nel lavoro degli inquirenti.
Altrettanto gravi sono le svastiche e le scritte antisemite comparse a Talamona lungo via Roma,
accanto a quelle goliardiche dei coscritti. Inneggiare alla morte degli ebrei evoca la pagina più buia
del Novecento, di cui il nostro Paese porta una responsabilità precisa, e va condannato senza
attenuanti.
Mettere in fila questi fatti non significa fare allarmismo, ma prendere sul serio un segnale. Cresce
un clima sociale divisivo, che vede nel diverso unicamente una minaccia. Quando si parla di
stranieri si continua a ragionare come se fossero di passaggio, senza fare i conti con una realtà che
li vede da decenni parte stabile delle nostre comunità: lavoratori nelle nostre aziende, vicini di
casa, genitori dei compagni di scuola dei nostri figli.
È legittimo che queste persone vogliano conservare la propria cultura, la propria lingua e la propria
religione, come hanno fatto per generazioni gli italiani – e tanti valtellinesi – emigrati all’estero,
diventando proprio per questo parte rispettata dei Paesi che li hanno accolti. Questa libertà vive
dentro i diritti e i doveri che la Repubblica riconosce e chiede a tutti i suoi cittadini.
Lo vediamo ogni giorno nei luoghi di lavoro della provincia. Nelle fabbriche, nei cantieri, nelle
aziende agricole e nei servizi, lavoratori italiani e di origine straniera hanno lo stesso contratto,
eleggono gli stessi delegati e difendono insieme gli stessi diritti. È lì che l'integrazione smette di
essere uno slogan e diventa esperienza quotidiana di rispetto e di solidarietà: il sindacato lo sa,
perché questa convivenza la costruisce e la tutela da sempre.
Per uno Stato civile e democratico l'unica strada è far crescere il rispetto reciproco e ricostruire
legami tra concittadini uniti dal comune desiderio di vivere serenamente in una comunità dove
ciascuno fa la propria parte per il bene comune. Riconoscersi solo per provenienza, credo o cultura
crea steccati: la coesione sociale si costruisce guardando al futuro insieme a chi il presente lo abita
già.
Non abbiamo alternative, se non vogliamo che la diffidenza diventi una frattura stabile tra persone
che abitano gli stessi paesi e lavorano nelle stesse aziende. Per questo chiediamo a chi rappresenta
istituzioni, associazioni, comunità religiose e forze politiche non solo di non cavalcare episodi come
questi per dividere, ma di impegnarsi attivamente per appianare i conflitti e far crescere una
cultura della convivenza. Abbiamo tutto ciò che serve per farlo: la nostra storia di popolo
emigrante, una Costituzione che garantisce a tutti la libertà di professare la propria fede, e il senso
di responsabilità che ogni comunità matura deve saper esprimere nei momenti difficili.
«Un lenzuolo appeso nella notte non decide chi è benvenuto a Morbegno», dichiara Davide
Fumagalli, segretario generale della CISL Sondrio. «Lo decidono ogni giorno le persone che
lavorano, crescono i figli e costruiscono insieme questa comunità, nel rispetto delle stesse leggi.»
«Le comunità di origine straniera sono parte viva di questa provincia. Sono cittadini e lavoratori
che condividono le stesse regole e lo stesso futuro», aggiunge Cheikh Mbacke Lo, presidente di
ANOLF Sondrio. «Quanto al “benvenuto”, l'articolo 3 della nostra Costituzione afferma già il
principio della pari dignità sociale, senza distinzione di religione. Siamo convinti che la nostra
provincia saprà rispondere con fermezza a gesti intimidatori come questo. Come ANOLF, ne
traiamo una ragione in più per rafforzare il lavoro che portiamo avanti ogni giorno sul territorio,
creando occasioni di dialogo e di conoscenza reciproca per rinsaldare la coesione sociale.»
CISL Sondrio e ANOLF Sondrio sono a disposizione delle amministrazioni comunali, delle comunità
religiose e delle realtà associative del territorio per promuovere occasioni di incontro e di
conoscenza reciproca, perché a Morbegno come in tutta la provincia nessuno debba più sentirsi
dire di non essere il benvenuto a casa propria.
Fumagalli Davide
Segretario G.le Cisl Sondrio
Lo Cheikh Mbacke
Presidente ANOLF Sondrio ODV
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