Libro Verde CISL per il Patto sociale
Sondrio, 29/09/2026 – Con l'approvazione all'unanimità da parte del Comitato
Esecutivo confederale del 21 settembre, la Cisl nazionale guidata da Daniela
Fumarola lancia il Libro Verde per il Patto sociale "Costruiamo insieme l'Italia di
domani": undici capitoli e oltre centoventi proposte per affrontare i nodi
strutturali che frenano il Paese, dalla produttività stagnante ai salari fermi, dal
declino demografico al peso del debito. Il Comitato Esecutivo ha impegnato
l'intera organizzazione, ad ogni livello, a portare il confronto nei luoghi di lavoro
e sui territori. La Cisl di Sondrio raccoglie l'invito e indica i temi su cui il Libro
Verde parla direttamente alla nostra provincia.
«Molte delle proposte del Libro Verde rispondono a questioni che in questi
anni abbiamo posto con forza sul nostro territorio. Ritrovarle in un progetto
nazionale ci conferma che la strada era giusta, e ci chiede ora di
trasformarle in scelte concrete».
Il nodo demografico e la fuga dei giovani. In vent'anni la provincia ha perso
oltre 10.600 residenti sotto i 35 anni, mentre gli over 65 sono cresciuti di quasi
14.000 unità; l'indice di ricambio della popolazione in età attiva è al 163%,
ben sopra la media lombarda (141%) e nazionale (147%). «Il nostro è un
inverno demografico più freddo che altrove. Circa 3.000 giovani italiani under
35 lavorano nei Grigioni, attratti da retribuzioni che da noi non riusciamo a
garantire. La fiscalità agevolata per i giovani lavoratori e il "paradigma
dell'attrattività" che tiene insieme salari, welfare, casa e conciliazione proposti
dal Libro Verde sono esattamente ciò che serve a un territorio di confine
come il nostro».
La casa come infrastruttura di welfare. Il Libro Verde afferma che la casa non
è più l'esito dello sviluppo ma la sua precondizione. «Da tempo denunciamo –
ricorda Fumagalli – che in provincia non trovano un alloggio in affitto non solo
le persone fragili, ma lavoratori e lavoratrici con un reddito, giovani che
vogliono costruire un progetto di vita e chi arriva da fuori per lavorare nella
sanità, nella scuola, nelle nostre aziende. Servono incentivi per spostare gli
immobili dal mercato turistico agli affitti a lungo termine, garanzie per i
proprietari, il recupero di spazi dismessi e un'agenzia provinciale per la casa».
Un welfare di comunità, non solo aziendale. Il Libro Verde chiede di spostare le
risorse dai bonus ai servizi e di costruire un "pacchetto di vita" che vada oltre la busta
paga e i benefit aziendali: servizi, mobilità, abitare accessibile, cura. «In un territorio
fatto in larga parte di piccole e piccolissime imprese, il welfare non può fermarsi ai
cancelli della singola azienda – spiega Fumagalli –. Serve un welfare territoriale che
metta in rete imprese, bilateralità, Comuni, Ambiti e terzo settore, capace di offrire
nidi, doposcuola, assistenza domiciliare agli anziani e sostegno ai caregiver anche
a chi lavora in un'impresa con pochi dipendenti. Il welfare aziendale va orientato a
bisogni reali e non ai buoni spesa. "Allo stesso modo, in montagna ospedali e
ambulatori sono presidi di comunità: la carenza cronica di personale richiede
incentivi, alloggi e un welfare territoriale attrattivo per medici e infermieri, e Case e
Ospedali di Comunità che funzionino con personale e non solo con le strutture."
In una provincia che invecchia più in fretta del resto del Paese, la non
autosufficienza e la conciliazione tra lavoro e cura non sono temi di nicchia: sono
la condizione perché le famiglie restino e i giovani tornino».
Formazione e contrattazione territoriale. Il diritto soggettivo alla formazione, con un
conto personale per ogni lavoratore, e il superamento della frammentazione delle
politiche attive devono trovare sempre più riscontro nelle applicazioni concrete. «Il
tavolo provinciale per l'orientamento e la formazione, nato su impulso della Cisl, è
un metodo che il Libro Verde ora indica a livello nazionale – afferma Fumagalli –. Lo
stesso metodo serve per la scuola: l'offerta scolastica va ripensata in coerenza con
l'andamento demografico e con le esigenze di conciliazione delle famiglie».
Altrettanto rilevante, in un tessuto fatto di piccole imprese e di lavoro stagionale nel
turismo e nell'agricoltura, è l'estensione della contrattazione decentrata ai territori e
alle piccole imprese, per trasformare la produttività in salario anche dove oggi il
secondo livello non arriva.
Una politica industriale per la montagna. Le reti d'impresa e i patti di filiera proposti
dal Libro Verde dialogano con il percorso avviato a luglio con il convegno
"Manifattura di montagna”. «Il nostro sistema manifatturiero, dalla media impresa
alla bottega artigiana, non ha bisogno di crescere solo nei numeri ma nel valore
che produce – sottolinea Fumagalli –. La manifattura, dove abbraccia il progresso
tecnologico, è la più innovativa delle attività economiche, e dentro la manifattura
di qualità ci sono i posti di lavoro più qualificati e stabili. Per arrivarci servono reti
fondate sulla fiducia e luoghi dove formazione, ricerca e impresa lavorano insieme.
È questo il lavoro che trattiene i giovani in valle».
Immigrazione governata, lavoro e dignità. Il Libro Verde chiede ingressi legali
commisurati ai fabbisogni e quote legate a percorsi formativi nei Paesi d'origine,
respingendo la xenofobia della cosiddetta "remigrazione". «È quanto la Cisl di
Sondrio, con ANOLF, le imprese e le istituzioni del territorio, sta già facendo con il
Progetto Senegal "Competenze Oltre le Frontiere": formazione in Senegal, ingresso
regolare, inserimento lavorativo e integrazione. Volevamo lavoratori, sono arrivate
persone e famiglie: per questo accanto al lavoro servono casa, scuola e servizi».
«Il Libro Verde non appartiene ai partiti ma alle lavoratrici e ai lavoratori – conclude
Fumagalli –. Nelle prossime settimane lo porteremo nei luoghi di lavoro e ai tavoli
con istituzioni e associazioni di categoria, perché il Patto sociale che proponiamo
al Paese deve cominciare anche da qui, dalla nostra valle».
Per la segreteria UST Cisl di Sondrio
Davide Fumagalli
Segretario generale
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