FRAGOMELI E IANNOTTI (PD): “SOPPRESSIONI DI GIUGNO: UTENTI A PIEDI PERCHÉ NON C’ERANO BUS SOSTITUTIVI”
Sondrio, 8 settembre 2026
Lunedì 22 giugno e domenica 28 giugno il treno regionale in partenza da Tirano alle ore 18.08 e diretto a Milano Centrale è stato soppresso una volta per un guasto e la seconda per la caduta di alberi sulla linea. Ma in entrambe le circostanze non erano stati attivati servizi sostitutivi che portassero almeno alle stazioni di ripartenza del treno, ovvero Sondrio e Delebio. Per questo Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Pd, ai primi di luglio, aveva presentato un’interrogazione in cui chiedeva specifici chiarimenti, a partire proprio dai motivi per cui non fossero stati istituiti degli autobus tra la stazione di Tirano e le altre due.
“Ma ho chiesto anche se il Contratto di servizio tra Regione Lombardia e Trenord preveda specifiche penali in questi casi e quali siano i criteri di applicazione o le relative sanzioni. Stessa cosa quando mancano le comunicazioni all’utenza, come avvenuto in quelle due giornate. Volevo anche sapere se Regione Lombardia intendesse contestare a Trenord le eventuali violazioni e quali strumenti utilizzi Regione per verificare che le comunicazioni siano tempestive e aggiornate, soprattutto nelle situazioni di emergenza. Ora ho ricevuto le risposte dall’assessorato regionale ai Trasporti”, fa sapere Fragomeli assieme a Michele Iannotti, segretario provinciale del Pd di Sondrio.
“E le giustificazioni addotte sono inaccettabili: nel primo caso, non è stato proprio trovato un bus che potesse fare il servizio sostitutivo. Idem la domenica dopo, ma in quel caso Trenord ha utilizzato un bus per la tratta a valle di Sondrio, ‘dove verosimilmente il numero di viaggiatori sarebbe stato superiore’, leggiamo testualmente nella risposta. Ma con che criterio viene valutata una scelta così radicale? Chi ha detto che a monte di Sondrio i passeggeri non avessero diritto ad avere un mezzo di trasporto? Per non parlare del lunedì, quando l’emergenza è stata del tutto ignorata perché tanto non c’erano pullman disponibili”, lamentano i due dem.
“Per quanto riguarda le eventuali penali, dall’assessorato ci viene ribadito che, in base al Piano di intervento previsto per questi casi, tutte le soppressioni imputabili all’impresa ferroviaria o al gestore dell’infrastruttura non sostituite confluiscono nel calcolo dell’indicatore di regolarità, che, nel contratto Trenord, è calcolato per singola linea e singolo mese. In chiusura d’anno, la penale è determinata in proporzione allo scostamento dell’indicatore dal valore obiettivo previsto per la linea. Vale a dire che casi come questi non comportano una penale singola, ma concorrono al calcolo complessivo della penale sulla linea. Questo significa che tanti piccoli disagi non vengono nemmeno segnalati, tanto nessuno ne pagherà le conseguenze. Nello stesso Piano sono previste le modalità di monitoraggio delle informazioni al pubblico e le relative penali. Perciò, anche per questo aspetto le sanzioni verranno applicate in sede di chiusura contrattuale dell’anno 2026”, spiegano Fragomeli e Iannotti.
“Ma nella risposta subito dopo Trenord viene quasi giustificata, perché secondo Regione è più difficile star dietro alle comunicazioni tempestive nel momento dell’emergenza. Ancora più sorprendente è che, per verificare eventuali carenze informative ci si affidi incredibilmente alle segnalazioni degli utenti. In un’epoca in cui la tecnologia consente di trasmettere e aggiornare informazioni in tempo reale, non sono spiegazioni plausibili. Non può essere chi rimane a piedi a dover segnalare che le comunicazioni non hanno funzionato», concludono gli esponenti del Pd."
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