OPENSPACE & SKATEPARK, A LIVIGNO UNA FESTA CHE PARLA DI FUTURO
Circa 200 le persone che sono passate allo Skate Park per una serata promossa dall’Open Space del Centro di Aggregazione Giovanile di Livigno. Musica, sport, street food e confronto per parlare di legalità, pregiudizio e futuro.
«Avvicinati, poi giudica pure»
È stata questa la frase scelta come filo conduttore della festa.
La serata organizzata lunedì 17 agosto dal CiAGi Livigno presso lo Skate Park, ha visto la partecipazione di circa 200 adolescenti, giovani e adulti.
Una serata nata con un obiettivo semplice ma importante: vivere insieme uno spazio quotidiano dei ragazzi e trasformarlo, per una sera, in un luogo ancora più aperto alla comunità.
Musica, skate, street food e buona compagnia hanno fatto da cornice a un momento che non voleva essere una conferenza né una lezione, ma un'occasione per stare insieme e, allo stesso tempo, provare a lasciare qualche domanda.
A dare il senso alla serata sono state tre parole: LEGALITÀ, GIUDIZIO e FUTURO.
Tre temi profondamente legati al lavoro quotidiano del CiAGi e, in particolare, di OpenSpace, il progetto del CiAGi Livigno dedicato agli adolescenti, nato per offrire ai ragazzi un luogo di incontro, relazione, ascolto e partecipazione.
Una festa che parte dai ragazzi
Lo Skate Park è uno spazio che i ragazzi conoscono e frequentano. È un luogo informale, dove ci si incontra, si pratica sport, si condividono passioni e si costruiscono relazioni.
Proprio per questo è stato scelto come luogo della serata.
L'idea del CiAGi è stata quella di non portare i ragazzi dentro un contesto educativo, ma di portare l'educazione dentro un luogo che già appartiene alla loro quotidianità.
Una differenza tutt'altro che banale.
Perché educare non significa necessariamente fermare la musica, organizzare una conferenza o fare una lezione.
A volte significa semplicemente creare uno spazio nel quale le persone possano incontrarsi e portarsi a casa una domanda.
«Con OpenSpace cerchiamo ogni giorno di creare occasioni in cui i ragazzi possano sentirsi protagonisti e non semplicemente destinatari di attività. La Skate Park Night nasce dalla stessa idea: partire da un luogo che loro sentono proprio, stare insieme e provare, attraverso una festa, ad aprire anche uno spazio di confronto su temi che riguardano tutti.» Michele Ricetti, coordinatore del CiAGi Livigno
Legalità: la responsabilità di stare insieme
Il primo tema affrontato è stato quello della legalità, intesa non soltanto come rispetto delle regole, ma soprattutto come responsabilità.
Rispetto delle persone, degli spazi comuni e dei luoghi che appartengono alla comunità.
Da qui una provocazione semplice:
«Se nessuno ci controllasse, quali regole continueresti comunque a rispettare?»
Una domanda che sposta il significato della legalità dal controllo esterno alla scelta personale: rispettare perché qualcuno ce lo impone oppure perché riconosciamo il valore di ciò che stiamo facendo e delle persone che abbiamo accanto?
Giudizio: avvicinarsi prima di giudicare
Poi il tema del giudizio, forse quello maggiormente rappresentato dalla frase scelta per la serata:
«Avvicinati, poi giudica pure»
Perché spesso basta poco per costruire un giudizio: un modo di vestirsi, una compagnia, una passione, uno sport, un atteggiamento.
Ma quanto conosciamo davvero una persona prima di giudicarla?
Lo Skate Park ha rappresentato, in questo senso, un esempio concreto: persone diverse, stili diversi, passioni diverse e generazioni diverse che condividono lo stesso spazio.
La domanda lasciata ai presenti è stata quindi:
«Quante volte abbiamo giudicato qualcuno prima ancora di conoscerlo?»
Non la pretesa di eliminare ogni giudizio, ma l'invito a fare un passo in più: avvicinarsi, conoscere, ascoltare.
Futuro: dalle idee alle azioni
Il terzo tema è stato quello del futuro.
«Il futuro nasce dalle idee, cresce con le azioni»
Una frase che sintetizza bene anche il senso di un progetto come OpenSpace: offrire agli adolescenti occasioni concrete per incontrarsi, esprimersi, partecipare e sentirsi parte della comunità.
Parlare di futuro significa infatti chiedersi che territorio vogliamo costruire insieme e, soprattutto, quale spazio vogliamo dare ai giovani nella comunità di domani.
Da qui un'altra domanda:
“Se tra dieci anni tornassimo qui, che comunità vorremmo trovare?”
Una comunità più attenta? Più inclusiva? Più capace di ascoltare? Più disponibile a lasciare spazio ai giovani?
Non una risposta preconfezionata, ma una domanda aperta, da costruire insieme.
200 persone, una comunità.
Durante la serata non sono mancati musica, skate e convivialità, accompagnati dallo street food del truck Punto Zero di Vasco, con panini e patatine.
A condividere l'iniziativa con i ragazzi e la comunità anche la presenza dell'Assessore alla Persona e dell'Assessore allo Sport, a testimonianza dell'attenzione verso una proposta che ha saputo coinvolgere generazioni diverse.
Ma il numero, in fondo, racconta solo una parte della storia.
La parte più interessante è ciò che è successo dentro quello spazio: ragazzi, giovani, adulti, educatori e rappresentanti delle istituzioni che hanno condiviso lo stesso luogo senza che nessuno dovesse necessariamente stare “da una parte” o “dall'altra”.
È questo, forse, il risultato più significativo della serata.
Dimostrare che una festa può essere anche un'occasione educativa. Che un luogo sportivo può diventare uno spazio di dialogo. E che parlare ai giovani non significa sempre parlare ai giovani, ma spesso significa semplicemente stare con loro.
Una domanda da portarsi a casa: la serata si è chiusa lasciando una domanda che racchiude, in qualche modo, tutti i temi affrontati:
«Che cosa posso fare io?»
Perché il futuro di una comunità non arriva semplicemente.
Si costruisce attraverso le scelte, le relazioni e le azioni di ciascuno.
E forse è proprio questo il messaggio che la festa allo Skate Park lascia a Livigno:
Prima di giudicare, avvicinati.
Prima di lamentarti, partecipa.
Prima di aspettare il futuro, prova a costruirlo.
Per una sera lo Skate Park è stato molto più di un impianto sportivo.
È stato un luogo di festa, di incontro, di confronto e di comunità.
Ed è proprio da luoghi così che, a volte, possono nascere le idee per costruire il futuro.
Per lo staff del CiAGi Livigno
Michele Ricetti, coordinatore
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