Ricerca uranifera in Val Vedello: il gruppo “SiAmo Piateda” deposita le proprie osservazioni e chiede il rigetto o la sospensione dell’istanza

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Ricerca uranifera in Val Vedello: il gruppo “SiAmo Piateda” deposita le proprie osservazioni e chiede il rigetto o la sospensione dell’istanza

Mar, 27/10/2026 - 16:34
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PIATEDA (SO) – 26 ottobre 2026 – Con la trasmissione formale avvenuta nella giornata odierna, il gruppo consiliare SiAmo Piateda ha depositato un articolato documento di osservazioni nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la richiesta di ricerca mineraria e uranifera in Val Vedello.

Le osservazioni sono state trasmesse ufficialmente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) tramite portale e, via PEC, a Regione Lombardia (Direzione Generale Ambiente e Clima), al Comune di Piateda, alla Provincia di Sondrio, alla Comunità Montana Valtellina di Sondrio e all’Ente Parco delle Orobie Valtellinesi.

Il dossier, frutto di un approfondito studio della documentazione fornita dal proponente, si articola in 34 punti critici che evidenziano lacune e sottovalutazioni sui potenziali impatti che l'eventuale concessione comporterebbe per l'ecosistema, le risorse idriche e la salute pubblica. Tra i nodi principali emersi:

  • Rischi radiologici e chimici: la presenza di mineralizzazione uranifera accertata, anomalie di Uranio e Arsenico nelle acque (incluse fonti potabili pubbliche), concentrazioni di Radon fortemente anomale in galleria e la produzione di rifiuti NORM.
  • Incompletezza dei dati: una baseline radiologica e chimico-fisica ancora parziale, unitamente all'assenza di bilanci di massa, modellazioni idrogeologiche e scenari incidentali definiti.
  • Viabilità e cantiere: la classificazione in Classe IV della strada di accessibilità, palesemente incompatibile con i mezzi pesanti previsti e priva delle necessarie istanze di deroga, oltre alla mancanza di un piano per la gestione della promiscuità con la fruizione escursionistica e turistica.
  • Sicurezza delle infrastrutture e dissesto: il riutilizzo di gallerie storiche non censite e prive di caratterizzazione strutturale aggiornata, l'assenza di un'analisi organica del rischio valanghivo e di caduta massi, e la mancata considerazione della fragilità di un territorio protetto (Parco delle Orobie Valtellinesi e Rete Natura 2000).

Alla luce di queste evidenze, la conclusione redatta dai consiglieri Martina Simonini, Claudio Protto e Giovanni Curti è netta: “La conclusione del proponente secondo cui 'il progetto non presenta rischi significativi' non è né accettabile né dimostrata”.

Con il deposito del documento, il gruppo SiAmo Piateda ha formulato due richieste formali all'Autorità competente:

  1. In via principale: il rigetto dell'istanza, previa valutazione dell'incompatibilità dell'intervento con le condizioni ambientali, idrogeologiche, radiologiche e naturalistiche del territorio.
  2. In via subordinata: la sospensione del procedimento (o la non conclusione favorevole) fino all'eventuale acquisizione e rigorosa valutazione di tutte le integrazioni e degli approfondimenti tecnici richiesti.

Le osservazioni saranno presto disponibili sul sito di SiAmo Piateda.

“34 punti sono frutto di un grosso lavoro, ma verosimilmente non esauriscono neppure la totalità dei problemi che questo progetto porterebbe con sé”, dichiarano i rappresentanti di SiAmo Piateda. “Il nostro territorio non può essere esposto a rischi di questo tipo sulla base di ipotesi e misure di mitigazione non verificate. Continuando a monitorare ogni fase dell'iter, ribadiamo la nostra ferma determinazione a proteggere la salute dei cittadini e l'integrità del nostro patrimonio naturale.”

Gruppo Consiliare SiAmo Piateda

Martina Simonini – Claudio Protto – Giovanni Curti

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