Pasticcieri grigionesi e valposchiavini in Italia

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Pasticcieri grigionesi e valposchiavini in Italia

Mer, 12/08/2026 - 18:24
Pubblicato in:
22 agosto 2026 - Presentazione del volume “La dolce vita” di Lorenzo Cresci

Poschiavo 11 agosto 2026

Molti pasticcieri grigionesi hanno lavorato nella penisola italiana. Lo dimostrano le insegne
del Defilla di Chiavari (Liguria), dove campeggia una bandiera svizzera, o al Caffè Gilli di
Firenze o alla pasticceria Sandri di Perugia. Alcune di queste resistono soltanto nei ricordi e
nei racconti. Il giornalista de Il Gusto (La Repubblica) Lorenzo Cresci ha indagato questa
storia collettiva d’immigrazione in Italia ricostruendo città per città un mosaico di attività,
che l’autore ci riassumerà il 22 agosto al Museo poschiavino (Palazzo de Bassus-Mengotti),
in linea con l'attuale mostra temporanea «Pasticcieri - Avventure valposchiavine in Europa».
Dopo il convegno dello scorso settembre, nel quale si sono seguite le tracce dei pasticcieri
grigionesi nei diversi angoli d’Europa, approfondiamo dunque in questo incontro la loro
attività in Italia, un aspetto che ancora manca nel nostro racconto dell’emigrazione dei
pasticcieri.
C’è una biodiversità culturale che si è costruita nei secoli e che è composta da singole storie
che descrivono un universo; i pasticceri grigionesi hanno costruito un movimento che non è
stato mai raccontato in Italia in maniera ampia e sistematica.
Dal ‘700 al ‘900 aprono in Italia migliaia di pasticcerie, portando l’idea del dessert al di
fuori dei palazzi nobiliari, rendendola popolare. E hanno nella maggior parte dei casi una
matrice: quella svizzera. A Firenze, nel 1848, delle 68 caffetterie e pasticcerie esistenti 27
sono a guida grigionese, a Trieste addirittura 21 su 37.
I “pasticcieri” non si limitano a sfornare dolci, alla lavorazione del latte, ma sono artefici di
cambiamenti epocali esportando i segreti della pastorizzazione, inserendo il burro nel ciclo
produttivo; sono cooperative di ingredienti e professionalità, uniscono il caffè ai dolci, le erbe che diventano liquori all’arte della birra. Investono in locali nel cuore delle città con ampie vetrine e tavoli in marmo per accogliere la nascente borghesia e trasformarsi in testimoni di storia (al Caffè Gilli di Firenze nasce il Futurismo, in altre città si sviluppa la Giovine Italia di Mazzini).

Caflisch a Napoli, Caviezel a Catania, le eleganti pasticcerie romane, gli svizzeri di
Cagliari, quelli di Massa e Carrara, Klainguti a Genova. Quel passato è storia e resiste
nella torta “Helvetia” di Mantova o negli “Amor” di Pontremoli e Borgotaro; è vivo in
pasticcerie gestite dai discendenti di quarta o quinta generazione. Il Novecento l’ha solo
scalfito, ma il cuore dolce dei grigionesi continua a pulsare.
Quel movimento rivoluzionario è stato definito definito “La dolce vita” perché ci sono torte,
cioccolata e gelati. Ma anche caffè e liquori. Da qui nasce un viaggio per l’Italia “degli
svizzeri” tra passato e un presente ricco di pasticcerie elvetiche.
Il volume “La dolce vita. Un popolo di pasticceri e il loro sogno rivoluzionario”, edizioni
MultiVerso, con prefazione firmata da Iginio Massari, sarà presentata il 22 agosto 2026dall’autore Lorenzo Cresci e dall’editore Mario Cucci nella stüa bella del Palazzo de
Bassus-Mengotti.

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Informazioni: Pasticcieri grigionesi e valposchiavini in Italia• Data e ora: 22 agosto, ore 14.30

• Richiesta la prenotazione del posto a sedere entro venerdì 21 agosto al numero
telefonico 081 834 10 20 o Email [email protected]

• Nel caso il numero di prenotazioni del posto sia alto, si terrà una seconda
presentazione alle ore 16.15. Preghiamo quindi di contattarci nel caso foste
interessati a partecipare.

• Lingua italiana
***
Sito web:www.musei-valposchiavo.ch

Giovanni Ruatti 

Fondazione Musei Valposchiavo 

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