LETTERA APERTA AL SINDACO DI BORMIO
Bormio, 11 maggio 2026.
Egregio signor sindaco,
la questione "tangenzialina", come ben sa, nei giorni scorsi è salita agli "onori" (si fa
per dire !) della cronaca trovando ampio spazio sulla stampa locale, anche a seguito
delle prese di posizione da parte di forze politiche e ambientaliste non solo locali.
Purtroppo fino a ora abbiamo dovuto prendere atto dell'assoluto silenzio da parte
dell'amministrazione comunale che per altro, come sottolineato nell’audizione del 30
aprile scorso presso la V Commissione D.G.Infrastrutture e Opere Pubbliche del
Consiglio di Regione Lombardia, ha la responsabilità politica e amministrativa di poter
abbandonare o meno un progetto privo del supporto del territorio.
Un silenzio che grida, che esprime una situazione di profondo disagio, anche
personale, e che lascia adito alle più disparate considerazioni.
Non entriamo nel merito delle sue dimissioni ma chiediamo la sua disponibilità a
organizzare un confronto franco e articolato da tenere in un prossimo incontro aperto
a tutti, cittadini, elettori e frequentatori di Bormio.
Le chiediamo formalmente di organizzare a brevissimo termine una assemblea
pubblica popolare nella quale emerga la volontà della popolazione in merito alla
costruzione nell’Alute della grande strada asfaltata denominata “Tangenzialina
di Bormio”.
Ci permettiamo di sottolineare il crescente interesse per un'opera la cui realizzazione
avrà una ricaduta futura sull’intero territorio dell’alta Valtellina.
La invitiamo a considerare che "sin" significa "con, insieme" e non "contro" e che
quindi il termine “sindaco" indica colui che rappresenta una comunità e agisce
insieme alla comunità stessa.
Una maggior attenzione nei confronti di coloro che non condividono il suo obiettivo –
e che tra i suoi elettori sono la maggioranza – sarebbe auspicabile.
Caro sindaco, non deve aver paura di cambiare le sue posizioni su questa opera,
dalla maggior parte della gente considerata inutile se non dannosa!
Anzi, un cambio di rotta aiuterebbe certamente a riportare un po' di serenità,
smorzando un contrasto anche acceso.
Ci permettiamo, inoltre, di ricordarle che Lei stessa, in occasione del recente incontro
che ha avuto a Roma con Papa Leone XIV, ha dichiarato alla stampa che “a volte fare
un passo indietro significa voler riflettere, crescere sempre e comunque per il bene
della comunità” e ancora “la sconfitta vista non come un’umiliazione, ma come un
motivo per cercare di migliorarsi e impegnarsi di più”.
Restiamo in attesa di una sua cortese risposta e inviamo distinti saluti.
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