Biennale di Sondrio 2026: la rassegna teatrale arriva in scena al Teatro Mignon di Tirano
Venerdì 13 febbraio 2026 il Teatro Mignon di Tirano ospita, nell’ambito della
Biennale di Sondrio 2026, lo spettacolo VERTIGO – L’irresistibile richiamo del vuoto
sotto e dentro di noi, una lettura scenica intensa e coinvolgente che intreccia
parola, musica e riflessione.
Lo spettacolo sarà preceduto da un intervento del Coro Monti Verdi di Tirano, per
onorare il ricordo di Sebastiano Erba ed Alfio Muscetti, recentemente scomparsi
nella slavina sul Pizzo Meriggio.
L’iniziativa è parte integrante del progetto "Oltre il limite: un palco sulle vette",
organizzato dall'Associazione Progetto Alfa OdV e realizzato con il contributo di
Regione Lombardia nell’ambito delle Olimpiadi della Cultura - Invito 2025-2026, e
inserito nel circuito della Cultural Olympiad. Il progetto gode inoltre del
fondamentale contributo di Pro Valtellina, del partenariato del Comune di Tirano e
con il patrocinio, la collaborazione e il sostegno del Comune di Sondrio.
Perfettamente in sintonia con il tema della rassegna, VERTIGO indaga il concetto di
limite come soglia da attraversare: il limite fisico delle montagne, quello interiore
delle paure, quello culturale imposto da una società che tende a neutralizzare ogni
rischio. La vertigine diventa così metafora potente dell’andare oltre, dello sporgersi
verso l’ignoto per scoprire nuove prospettive.
Lo spettacolo prende avvio da una celebre intuizione di Milan Kundera: «La
vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. È la voce del vuoto sotto di
noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con
paura». Da questo rovesciamento di prospettiva nasce un racconto denso di storie
ed emozioni che esplora l’inesausto bisogno umano di vertigine e, al tempo stesso,
il terrore che la cultura contemporanea nutre verso l’imprevedibile.
In un’epoca ossessionata dal controllo, nella convinzione che prevenire significhi
dominare il destino, VERTIGO ribalta la visione comune: la vertigine non è solo il
rischio fisico del precipitare, il confronto alpinistico con il vuoto, ma è anche e
soprattutto impulso creativo, tensione artistica e ricerca spirituale. È lo smarrirsi
per potersi ritrovare altrove. È lo sporgersi per vedere meglio. È l’abbandono delle
certezze per aprirsi a nuovi orizzonti.
La drammaturgia di Enrico Camanni, interpretata da Diana Manea e Alberto
Camanni, si intreccia con le musiche e la chitarra dal vivo di Federico Scali, dando
vita a un’esperienza immersiva che alterna riflessione, narrazione e suggestione
sonora.
La vertigine si manifesta come un sentimento duplice e complementare: da una
parte la paura dell’ignoto, dall’altra l’ebbrezza di riempire il vuoto con la propria
visione, il proprio talento, la propria urgenza espressiva. Ogni vertigine diventa così
un atto creativo irripetibile, un superamento del limite, un passo oltre la soglia.
Lo spettacolo è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Si consiglia di prenotare online tramite Eventbrite.
Vertigo - L’irresistibile richiamo del vuoto sotto e dentro di noi
Da un’idea di Enrico Camanni, Diana Manea e Camanni
Scritto da Enrico Camanni
Interpretato da Diana Manea e Alberto Camanni
Musiche e chitarra dal vivo: Federico Scali
Durata: 1 ora
Segreteria Organizzativa
Francesca
Biennale di Sondrio 2026
Progetto Alfa OdV
- 13 viste