LA MIĞIONDÀRA 2026: IL GUSTO DI ESSERCI
Domenica 11 ottobre, nel borgo di Migiondo si è svolta una nuova edizione de “La Miğiondàra – Castagne e bontà d’autunno”, inserita nel calendario “Sagre e fiere tradizionali della Lombardia”, che anche quest’anno si è intrecciata con il Trekking in rosa. Un appuntamento che, anno dopo anno, si sta affermando tra gli eventi autunnali più attesi, come dimostrano i numeri di un’edizione da tutto esaurito: 500 BontàPass venduti prima della chiusura delle prenotazioni e oltre 1500 persone presenti alla festa. La sesta edizione ha voluto rafforzare ulteriormente il legame con la storia e le tradizioni del territorio, attraverso nuovi ospiti e iniziative, ma soprattutto mettendo al centro le persone, i volontari e le realtà sociali impegnate nella promozione dell’inclusione. Presenze e collaborazioni che hanno arricchito la manifestazione, rendendola ancora più autentica e capace di trasmettere il valore dello stare insieme.
A raccontare le emozioni per APT Sondalo è stato Renato Ciaponi, giornalista, agronomo e direttore del blog “Il Gusto del Gusto”, che ha saputo cogliere l’intento degli organizzatori e mettere in luce il volto più autentico della Miğiondàra: quello fatto di persone, tradizioni e inclusione.
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È sempre bello tornare a Migiondo per la Miğiondàra. Ritrovare il borgo, camminare tra i castagni, fermarsi per un assaggio e poi raggiungere il grande prato, dove la polenta e le castagne invitano a stare insieme. C’è il piacere di una festa conosciuta, ma anche la curiosità di scoprire che cosa ci riserverà questa giornata. Perché alla Miğiondàra c’è sempre qualcosa di nuovo, e poi c’è la familiarità degli appuntamenti che entrano nel calendario e ai quali si torna volentieri, con il ricordo dell’ultima volta e il desiderio di esserci ancora.
E quest’anno a lasciare il ricordo più bello sono state sicuramente le persone.
Ma partiamo dall’inizio.
Come sempre, la giornata comincia con la camminata in rosa, che destina una parte del ricavato all’Associazione Amazzoni. Ci ritroviamo nella piazza del municipio e, dopo i saluti del Sindaco e della presidente dell’APT Sondalo partiamo. Ci aspettano un percorso in parte nuovo e una colazione preparata con la collaborazione dei ragazzi di Special Sport dell’Unione Sportiva Bormiese.
Sopra di noi il cielo è terso. Un breve tratto in piano, tra prati ancora di un verde intenso, poi il sentiero comincia a salire. Ad accompagnarci ci sono anche questa volta Laura Besseghini, accompagnatrice di media montagna, e la naturalista Benedetta Sala. Le ascolto volentieri: riescono sempre a farci scoprire qualcosa di nuovo, qualche strana curiosità. Ci raccontano delle donne che sapevano utilizzare le risorse del bosco e ci parlano di canti di uccelli, di bramiti di cervi, di comportamenti strani di animali del bosco, di leggende riguardanti il riccio delle castagne…
Intanto il bosco ci accoglie con i suoi profumi e i primi colori d’autunno. Il muschio riveste le pietre dei muri a secco, accompagna i bordi del sentiero. Tra castagni e betulle compaiono rovi con le ultime more appassite e qualche ginepro carico di bacche. Poi gli alberi si diradano. In lontananza appare una baita, arriva il suono di una fisarmonica e poco più avanti ci aspetta una tavola imbandita.
Camilla e Sara ci versano il succo di mela. Camilla ha anche decorato il contenitore con un suo disegno: un piccolo tocco personale dentro questa accoglienza. Hanno il viso contento, gli occhi raccontano la felicità di essere lì a fare qualcosa, a dimostrare di saper fare qualcosa.
Raffaella, genitore e consigliera del gruppo Special Sport, mi racconta “E’ un’associazione che coinvolge una trentina di persone, da Grosio a Livigno. Nuoto, mountain bike, sci e bocce sono occasioni per stare insieme, sviluppare le proprie capacità e partecipare anche alle gare nazionali del circuito Special Olympics.” E continua “Molti ragazzi lavorano, altri seguono tirocini o percorsi di inserimento sociale. Le manifestazioni del territorio offrono un’altra possibilità di partecipazione. Oggi sono presenti tre ragazzi che hanno contribuito anche all’allestimento della colazione.”
Salutiamo, una carezza, un sorriso, l’ultimo biscotto, l’ultimo sorso di succo di mela … riempiamo le borracce e riprendiamo il cammino. Scendiamo lungo un sentiero la cui antica pavimentazione racconta ancora la fatica e l’abilità di chi ha sistemato quelle pietre, lasciando un’opera capace di resistere per secoli. Arriviamo a Sommacologna e poi, più in basso, a Migiondo.
Qui ci aspettano altri ragazzi che ho già avuto occasione di incontrare durante l’estate. Sono Katia, Mattia e Matteo di PizzAut: affiancati dai volontari, sfornano le pizze, le dividono in tre porzioni e le porgono ai partecipanti con un sorriso.
Accanto a loro, la Butéga Valtellina propone due aperitivi, uno alcolico e uno analcolico. Giorgio sta presentando quest’ultimo ad alcuni giovani che lo assaggiano. Mi fermo ad ascoltare anch’io.
“È una nuova bevanda a base di miele locale, sciroppo di pino mugo, menta e limone, prodotta a Tirano da Alessandro Olcelli e proposta qui in anteprima.” Giorgio racconta che, dopo mesi di prove, la ricetta è pronta e l’arrivo sul mercato è previsto entro poche settimane. Il nome potrebbe essere «Alpino». L’idea è valorizzare il miele in una bevanda fresca, da bere anche nelle occasioni quotidiane.
Ascolto, ma il mio sguardo torna ai ragazzi di PizzAut. Li vedo muoversi con naturalezza, più sicuri e disinvolti, il lungo tour nelle piazze della Valtellina sembra aver dato loro una maggiore autonomia, una familiarità crescente con il lavoro e con il pubblico.
Poi Katia lascia per un momento la sua postazione e sale sul palco, dove una ragazza di CrazyWest le insegna i movimenti dei piedi. Katia la osserva con attenzione e quando tutto il gruppo inizia a ballare viene invitata a partecipare al ballo.
Mi piace fermarmi a guardarla. Si muove a ritmo, si diverte, partecipa, si lascia coinvolgere dalla musica. Una piccola pausa prima di tornare al proprio lavoro. Una scena semplice, spontanea, che racconta bene il senso della scelta fatta dagli organizzatori: dare a questi ragazzi un ruolo nella manifestazione e lo spazio per viverla fino in fondo, rendendo la manifestazione un luogo in cui ciascuno possa partecipare e sentirsi parte della comunità.
La giornata prosegue tra le tappe animate dalle associazioni, gli assaggi e gli incontri. La torta sbriciolata ai pòm preparata dalla pasticceria Bolandrini e servita dai coscritti del 2008, il pèn de sèghel con crema di castagne di selva servito dall’associazione Li Simenza Sondalo, panna cotta con pòm caramellati, serviti da Gli Sgangherati Frontale. Lungo il percorso, spazio anche alla cultura e alle attività per grandi e piccoli, con la visita alla chiesa, i giri in groppa agli asinelli per i bambini in compagnia di Attilio Pozzi, il laboratorio di smielatura a cura dell’azienda agricola Mazzetta e quello dedicato alla cera d’api proposto da Le Colonie. Entrambe le realtà erano presenti anche con i propri prodotti a km 0.
Si arriva poi al grande prato, dove altre persone raccontano e fanno rivivere momenti di autentica tradizione. Le donne in costume del Museo Vallivo di Valfurva ripropongono gli antichi mestieri e le diverse fasi della lavorazione della lana. Accanto a loro, le volontarie di Sondalo del Progetto Camerun presentano i pezzotti, realizzati con pazienza e maestria sugli antichi telai. Poco distante, le guide alpine Marco e Federico fanno volare i bambini sulla zip-line tesa tra i castagneti, regalando loro un’esperienza ricca di emozioni. A completare il percorso, i laboratori proposti dal Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto, che accompagnano grandi e piccoli alla scoperta della stele di Migiondo, ritrovata proprio nella frazione, trasformando la storia e le tracce del passato in un’occasione di scoperta, gioco e partecipazione.
Così tra antichi mestieri, assaggi, passeggiate, tante persone sono riuscite a raccontare un territorio, ricordandoci che custodire le proprie radici significa anche saper accogliere, dando a ciascuno lo spazio per esserci e contribuire.
Dietro ogni sosta c’è qualcuno che ha preparato, cucinato, sistemato e che ora serve, accoglie e si prende cura di ogni dettaglio, facendo in modo che tutto funzioni. Sono donne e uomini di mezza età, ma anche tanti giovani, come i coscritti del 2008, presenti per dare il benvenuto ai partecipanti e accoglierli con l’entusiasmo e l’energia della loro giovane età. Una bella testimonianza di una gioventù che partecipa, si mette in gioco e contribuisce alle iniziative del paese. E poi ci sono i più piccoli, che osservano curiosi, iniziano a spalmare la crema di castagne sul pane e imparano i gesti di chi li ha preceduti. Perché è proprio così che le tradizioni si tramandano: facendo insieme, un passo alla volta, fino a diventare loro stessi i protagonisti di domani.
I tavoli son o quasi tutti occupati, trovo un posticino, tra persone che arrivano da Lecco, piatti abbondanti di lasagnette e polenta accompagnati dalle canzoni in dialetto del Trio Quartet di Bormio e poi dalla musica dei Make or break it.
La polenta taragna con spezzatino preparata e servita dal Gruppo Polisportiva Sondalo, le lasgnette con salsiccia e zucca con fonduta di casera preparate dallo chef Remo del Bar Bistrot Palasport e servite dal gruppo Le cognate. E infine la tappa delle castagne, i brascher de Migiont, con vin brûlé, in compagnia dei volontari di APT e degli Alpini Sondalo.
Mi guardo in giro, piatti puliti, persone contente, bicchieri di vino che si alzano, fisarmoniche che suonano, bambini che corrono nel grande prato, la coda per le castagne, le dita sporche, i mucchietti di castagne pulite… immagini che si ripetono da sei anni, ma che non ci si stanca di esserci dentro. Per un sapore conosciuto, per il paesaggio d’autunno, per il piacere di sentirsi accolti.
Questa sesta edizione della Miğiondàra lascia anche un ricordo prezioso: una festa in cui l’inclusione è stata protagonista e sicuramente apprezzata da tutti partecipanti. Un arrivederci al prossimo anno portando a casa soprattutto il disegno di Camilla sul contenitore del succo e l’immagine di Katia che impara un ballo. In quei gesti semplici ritrovo il senso più bello della giornata: partecipare, ciascuno a modo proprio, e condividere la festa.
Sono immagini che restano, anche quando la musica è finita.
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“La Miğiondàra” è un evento APT Sondalo, realizzato con il contributo di Regione Lombardia e reso possibile grazie alla collaborazione di oltre 70 volontari delle associazioni: Gli Sgangherati Frontale, Li Simenza Sondalo, Le Cognate con bar bistrot Palasport, Alpini Sondalo, Protezione Civile Comunale, Polisportiva Sondalo Sport, Oratorio, Butega Valtellina, le volontarie di Chiese Aperte e i coscritti del 2008. Un ringraziamento sentito a Pizzaut Valtellina e Special sport Bormio, realtà e persone che hanno dato un valore aggiunto alla festa. Si ringraziano inoltre: Museo Vallivo di Valfurva, Parco Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto e il gruppo de I Mot di Grosio, per la sentita partecipazione; le band Make or break it e Trio Quartet, Amazzoni ODV, Crazy West, i fisarmonicisti, Aziende Agricole Pozzi, Partesana, Mazzetta e Robustelli Della Cuna; le Guide alpine Marco e Federico, Volontarie Pezzotti, Fotografi, content creator, Laura Besseghini e Benedetta Sala, tutti gli ospiti e i proprietari delle case e terreni per la disponibilità. Si ringraziano inoltre Bormio Tourism e Valtellina Official per la collaborazione, gli Enti che hanno sostenuto e collaborato all’iniziativa (Comune di Sondalo, Parco Stelvio Lombardia - Ersaf, AVIS Sondalo, Bim e Provincia di Sondrio) e gli sponsor privati.
La Miğiondàra ora si godrà il meritato risposo portando con sé i sorrisi e i ricordi di una giornata speciale. Ma è solo un arrivederci: il prossimo autunno Migiondo tornerà a vestirsi di colori, profumi e sapori, pronta ad accogliere ancora una volta chi ama vivere e condividere la bellezza delle nostre tradizioni.
- Renato Ciaponi e APT Sondalo -
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