Comuni aree interne e montane: verso la desertificazione dei servizi pubblici essenziali. Fp Cgil Sondrio: “In Valtellina è a rischio la tenuta dei Comuni”
In questi giorni sono emersi i risultati fallimentari che l’azione del Governo, mirata a reclutare il personale nei comuni sotto i 5.000 abitanti e situati in gran parte in aree interne e montane, ha prodotto. A seguito infatti di due avvisi specifici, diretti a una platea di oltre 5.000 comuni, è stato indetto un concorso unico nazionale, che ha visto l’adesione di circa 80 enti: pari a circa l’1,5% del numero totale. Per la provincia di Sondrio, era presente solo il Comune di Aprica per la ricerca di un "Funzionario con competenze nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura".
Nei Comuni italiani il personale è diminuito di oltre il 28% in quasi vent’anni. L’età media resta a 51 anni e tra il 2017 e il 2024 si contano 82.000 uscite volontarie.
Questa carenza pesa su lavoratrici, lavoratori e cittadinanza: meno personale significa servizi più fragili, tempi più lunghi, territori più soli, una situazione che si acutizza in quelli montani come il nostro. In provincia di Sondrio, oltre il 90% dei Comuni ha meno di 5.000 abitanti e la carenza di personale è ormai un problema strutturale che incide direttamente sull’erogazione dei servizi essenziali e sulla stessa tenuta del perimetro pubblico.
“Bandi deserti, ricerche di personale con esito infruttuoso, carenze irrisolte, fuga verso altre Amministrazioni pubbliche che applicano contratti nazionali con un maggiore potere retributivo e uno spettro di diritti più ampi orientati alla conciliazione vita-lavoro, sono solo alcuni degli aspetti emergenti", afferma Leonardo Puleri, Segretario Generale della FP CGIL di Sondrio, descrivendo una situazione provinciale in cui alle criticità trasversali del mercato del lavoro (perifericità, mobilità e trasporti, scarsa attrattività, crisi abitativa, ecc.) si aggiunge il tema delle occasioni mancate.
"In questo quadro”, prosegue il Sindacalista della FP CGIL sondriese, “si inseriscono iniziative normative che, se pur viste in modo positivo, trovano poco terreno nei fatti”.
Per la FP CGIL di Sondrio servono scelte strutturali: superare i tetti alla spesa del personale, riformare le regole sulle assunzioni, aumentare le risorse e valorizzare il lavoro pubblico.
“I Comuni, come amiamo ricordare, sono il luogo in cui la Repubblica incontra concretamente i suoi cittadini. Senza personale adeguato, qualificato e motivato, non ci sono servizi, non c'è PNRR che tenga, non c'è coesione territoriale. Del resto lo Stato non può pensare di affrontare la crisi di attrattività del lavoro pubblico nei piccoli Enti, che in Valtellina rappresentano la maggioranza, senza un rinnovo contrattuale serio, pretendendo di attrarre professionisti senza introdurre incentivi economici, di carriera o di welfare territoriale, per chi sceglie di lavorare in queste realtà. È con questa consapevolezza che stiamo affrontando, in queste settimane, il rinnovo del Ccnl Funzioni Locali 2025-2027 la cui stesura è in corso".
Leonardo Puleri conclude poi l'analisi sulla contrattazione decentrata dell'anno in corso: "dopo la recentissima sottoscrizione della preintesa del CCNL Funzioni Centrali è alle porte la ricerca di un accordo di rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti dei Comuni. Al contempo, sentiamo la necessità di chiedere alle Amministrazioni Comunali, specie a quelle più virtuose, di mettere in campo, laddove i vincoli finanziari permettano spazi di manovra, risorse economiche aggiuntive per la contrattazione decentrata, consapevoli dello sforzo già operato da qualche Ente Locale e della necessità di arrestare la desertificazione del personale, lavorando su salario accessorio, welfare integrativo, diritti, flessibilità e conciliazione vita-lavoro".
La Segreteria provinciale della Fp Cgil di Sondrio
Leonardo Puleri - Antonella Turcatti
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