Treni in Lombardia come diligenze del Far West. Crosio (Patto per il Nord): "Milano-Tirano in balia dei 'Maranza', la politica regionale si svegli. Dove sono finiti i paladini dell'ordine?"
Le cronache di questi giorni ci restituiscono un’immagine agghiacciante e inaccettabile del trasporto pubblico lombardo. Il racconto, diffuso dalla stampa, della giovane viaggiatrice di ritorno dalla Valtellina, che ha definito il suo viaggio verso Milano un "incubo sconvolgente", tenuta in ostaggio dall'arroganza di baby gang, non è purtroppo un caso isolato. Pochi giorni fa, a Mandello del Lario, la circolazione ferroviaria si è addirittura bloccata a causa di una rissa tra "Maranza" sui binari. Episodi di una violenza e di un'assurdità tali che non avrei mai pensato di dover commentare in Lombardia.
Come Patto per il Nord lo denunciamo da mesi: i nostri treni non conoscono pace. Sulla linea Milano-Tirano, in particolare, si è ampiamente superato ogni limite. Siamo passati dalla rassegnazione per i ritardi e le cancellazioni croniche, a cui si sommano le ormai consuete e infinite chiusure estive, a una vera e propria emergenza ordine pubblico. Oggi la Milano-Tirano non è solo la linea peggiore della Regione in termini di servizio, ma è un luogo dove non è più garantita nemmeno l'incolumità fisica dei viaggiatori e dei pendolari.
Di fronte a questa Lombardia ormai in mano ai "Maranza", la politica deve smetterla di girare la faccia dall'altra parte. Le nostre denunce continuano a cadere nel vuoto. Dall'Assessore ai Trasporti Franco Lucente continuiamo a registrare il nulla assoluto: solo frasi di circostanza e il maldestro tentativo di propinarci statistiche sull'efficienza del servizio a cui, francamente, non crede nemmeno lui.
Siamo stanchi delle passerelle olimpioniche. È vero, durante i Giochi abbiamo assistito fortunatamente a un momento di tregua, ma a quale prezzo? Un'operazione di facciata che è costata una cifra esagerata ai contribuenti lombardi. Ora che la sbornia olimpica è finita, i lustrini sono spariti e siamo tornati bruscamente alla triste routine quotidiana, documentata dai fatti. Mi chiedo cosa aspetti il Presidente Attilio Fontana, su cui ricade la responsabilità politica ultima di questo disastro, a richiamare all'ordine il suo Assessore.
Ormai i nostri convogli somigliano sempre più alle famose diligenze dei film western, prese d'assalto dai banditi. A questo punto, una domanda sorge spontanea: cosa aspettano a intervenire a difesa dei viaggiatori i sedicenti "paladini dell'ordine e della sicurezza" che siedono nei banchi della maggioranza al Pirellone? Forse aspettano l'arrivo della cavalleria guidata dal Generale? Quello che non si chiama Custer, per intenderci.
È tempo di guardare in faccia la realtà senza ipocrisie. È assodato che il problema dell'insicurezza dilagante sui treni, e non solo, porta la firma di queste gang giovanili composte quasi esclusivamente da cittadini stranieri, siano essi regolari, irregolari o di seconda generazione. Pur ribadendo la nostra apertura a un processo di vera integrazione, l'accoglienza non può esistere senza il rispetto delle regole. Non a queste condizioni. Non siamo più disposti a tollerare in alcun modo questo dilagare di disordine e prevaricazione.
«La sicurezza è un diritto fondamentale. Non possiamo rassegnarci a perdere la nostra qualità della vita».
- Jonny Crosio Vice Segretario Federale "Patto per il Nord" -
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