«Progetto Ponte», dieci anni di dialogo e crescita.
Martedì 12 maggio 2026 il “Progetto Ponte” ha festeggiato un importante traguardo: dieci anni di attività, incontri e confronto sul tema del vivere in convitto. Un percorso nato nel 2016 e diventato negli anni un punto di riferimento per molte famiglie di Livigno e Trepalle chiamate ad affrontare la scelta del percorso scolastico dei propri figli fuori paese e la conseguente decisione legata all’alloggio.
L’appuntamento, promosso dal CiAGi Livigno – gestito dalla Cooperativa Sociale L’Impronta – con il patrocinio della Comunità Educante Livigno Trepalle e del Comune di Livigno, si è svolto presso il CiAGi Livigno ed è stato articolato in due momenti distinti. Alle 16.30 si è tenuto un incontro riservato al tavolo della Comunità Educante e al Comune di Livigno, mentre alle 20.45 si è svolta la serata pubblica presso l’Istituto Comprensivo di Livigno rivolta a tutti i genitori interessati, in particolare alle famiglie dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado che si preparano alle future scelte scolastiche.
Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Vivere in convitto: tra timori e risorse”, riassume bene lo spirito di un progetto che da dieci anni accompagna centinaia di famiglie nell’affrontare dubbi, aspettative e opportunità legate all’esperienza del convitto.
La prima trasferta del Progetto Ponte risale al 28 settembre 2016, con una visita a Bolzano. Da allora il percorso non si è più fermato: in dieci anni sono state organizzate complessivamente 188 trasferte tra Bolzano, Sondalo, Sondrio e Cavalese, percorrendo oltre 95 mila chilometri. Un lavoro costante di conoscenza, ascolto e costruzione di relazioni educative che ha permesso di creare un collegamento stabile tra il territorio di Livigno e le realtà convittuali del Nord Italia.
Nel tempo il progetto ha saputo evolversi, ampliando la rete dei rapporti e delle esperienze coinvolte. Attualmente sono 11 i convitti partner e circa 360 ragazzi e ragazze di Livigno e Trepalle prendono parte, direttamente o indirettamente, a questo percorso di orientamento e crescita.
«In questi anni il Progetto Ponte si è trasformato insieme ai bisogni delle famiglie e dei ragazzi – sottolinea Michele Ricetti, coordinatore del CiAGi Livigno e anima del progetto – diventando non solo un’occasione informativa, ma uno spazio di confronto autentico tra educatori, genitori e convittori. L’evoluzione del progetto permette di costruire una rete educativa concreta, capace di accompagnare centinaia di giovani del territorio nel delicato passaggio verso l’esperienza del convitto».
Durante la serata sono intervenuti diversi ospiti provenienti dalle principali realtà convittuali del territorio: dott. Davide Pozzi e dott. Oliviero Verzani, educatori del convitto «Vallesana» di Sondalo; don Emanuele Cucchi, direttore del convitto «Salesiani» di Sondrio; dott.ssa Petra Eisenstecken, direttrice amministrativa della «Fondazione Kofler» di Bolzano; dott. Manuel Grandegger, direttore del convitto «Antoniannum» di Bolzano; dott. Federico Comini, presidente della cooperativa sociale «Le Rais» di Cavalese, e dott.ssa Silvia Ceol, coordinatrice del medesimo convitto.
L’incontro ha offerto alle famiglie un’importante occasione per conoscere più da vicino il mondo del convitto attraverso testimonianze dirette, racconti educativi ed esperienze maturate sul campo.
«Quando Michele mi ha presentato questo progetto, dieci anni fa, ho subito creduto nel suo valore – racconta Manuel Grandegger – da allora sono migliorate le relazioni sia con i ragazzi sia con le famiglie».
«Siamo molto felici di essere coinvolti nel Progetto Ponte – aggiunge Federico Comini – perché l’identità di questo territorio è molto forte. Entrare in contatto con i genitori, con il Centro di Aggregazione Giovanile e con tutta la rete educativa ci permette di comprendere meglio le radici e il vissuto dei ragazzi, creando una collaborazione concreta tra adulti educanti».
Anche Osvaldo sottolinea l’importanza dell’iniziativa: «I ragazzi sono lontani da casa e poter mantenere un contatto con educatori che già conoscevano rappresenta un aiuto prezioso».
Per Petra Eisenstecken, presente per la prima volta all’incontro, «questo progetto è davvero importante perché offre alle ragazze e ai ragazzi di Livigno un ponte tra casa e scuola, permettendo loro di affidarsi a figure educative già conosciute».
Progetto Ponte – aggiunge Federico Comini – perché l’identità di questo territorio è molto forte. Entrare in contatto con i genitori, con il Centro di Aggregazione Giovanile e con tutta la rete educativa ci permette di comprendere meglio le radici e il vissuto dei ragazzi, creando una collaborazione concreta tra adulti educanti».
Anche Osvaldo sottolinea l’importanza dell’iniziativa: «I ragazzi sono lontani da casa e poter mantenere un contatto con educatori che già conoscevano rappresenta un aiuto prezioso».
Per Petra Eisenstecken, presente per la prima volta all’incontro, «questo progetto è davvero importante perché offre alle ragazze e ai ragazzi di Livigno un ponte tra casa e scuola, permettendo loro di affidarsi a figure educative già conosciute».
«Progetto Ponte è davvero un grande progetto – conclude don Emanuele Cucchi – perché crea un collegamento concreto tra il territorio di origine dei ragazzi e le strutture che li accolgono. Collaborare insieme per il bene dei giovani, conoscendo da vicino il loro contesto, ci aiuta a comprenderne meglio i bisogni e ad accompagnarli nella crescita».
A chiudere la serata, le parole tratte da “Spunti di educazione”: «Se fossimo tutti un po’ più costruttori di ponti, ci renderemmo conto che le difficoltà e le paure di chi ci sta accanto sono meno pesanti se condivise». Un messaggio che, dopo dieci anni di cammino, continua a rappresentare il cuore del Progetto Ponte.
- CiAGi Livigno -
- 10 viste