Osservatorio economico, primo trimestre 2026: inizio positivo in provincia di Sondrio
Terminato un anno dalla dinamica articolata, con comparti che hanno viaggiato a velocità diverse, in un mercato stretto dalla crisi internazionale, anche in provincia di Sondrio erano particolarmente attesi i primi dati congiunturali sul 2026 elaborati da Unioncamere Lombardia. Il primo trimestre dell'anno è stato positivo: tutti i settori registrano incrementi tendenziali dei principali indicatori. In un contesto internazionale ancora in crescita ma a bassa velocità e appesantito dalle tensioni energetiche e logistiche, le imprese locali mostrano capacità di tenuta e reattività, seppure palesando una certa preoccupazione che si riflette sulle aspettative per i prossimi mesi. «La partenza è indubbiamente incoraggiante - sottolinea la presidente Loretta Credaro - e registriamo con favore il segno più evidenziato da industria, artigianato, commercio e servizi. È indubbio che sia il contesto internazionale, tra shock energetico e incertezze sulle catene di fornitura, a orientare in maniera negativa le decisioni delle imprese. La sfida che abbiamo davanti è creare le condizioni operative ideali, in termini di stabilità ed efficienza, per consentire alle imprese del territorio di assorbire gli shock esterni e di mantenere capacità di investimento, innovazione e occupazione, anche nelle fasi di turbolenza internazionale».
Dopo un 2025 in difficoltà, la produzione industriale torna in territorio positivo (+1,0%). Per il fatturato continua la crescita, pari all'1,9%, ma più contenuta rispetto al picco del trimestre precedente, mentre gli ordini interni sono sostanzialmente stabili (-0,2%). Gli ordini esteri restano in aumento, ma la quota di fatturato estero scende al 12,5%. Sul fronte operativo, il magazzino di materie prime è giudicato adeguato dall’85% delle imprese, mentre per i prodotti finiti emergono segnali di maggior accumulo, con un saldo scorte esuberanti pari al +10%. In parallelo, si registra un aumento della cassa integrazione autorizzata dall'Inps, 229 mila ore in totale, e cresce anche l’utilizzo.
Il comparto artigiano conferma un quadro positivo: produzione +1,3%, ordini interni +2,9%, fatturato +0,6%, mentre si registra una lieve diminuzione degli ordini dall’estero, -1,0%, con una quota export che scende al 4,6%. Sul lavoro, il saldo occupazionale risulta negativo (-1,7%), per effetto della riduzione degli ingressi (1,8%) a fronte di uscite al 3,4%. Anche in questo ambito, le attese sono caute: diminuisce la quota di imprese che prevede stabilità su produzione e fatturato.
Dopo un 2025 di micro-variazioni, il commercio al dettaglio registra una ripresa significativa del fatturato, pari al 2,3%, anche superiore alla media regionale. I prezzi di vendita mantengono un trend di crescita: +0,9% congiunturale e +4,0% tendenziale. Le scorte sono giudicate adeguate, mentre gli ordini ai fornitori restano negativi ma meno intensi (saldo -5,0%).
A migliorare è la distribuzione delle performance: le imprese in espansione sono il 41%, in contrazione il 39,3%, stabili il 19,7%. L’occupazione si stabilizza dopo la crescita di fine 2025 (saldo -0,5%).
Nei servizi, il trimestre evidenzia un netto miglioramento: il fatturato cresce del 3%, a fronte dello 0,9% a fine 2025, sopra la media regionale, pari al 2,5%. Riparte anche la dinamica dei prezzi: +6,7% tendenziale e +3,3% congiunturale. Il risultato è diffuso: le imprese in espansione sono il 43,3%, quelle in contrazione il 30%, le stazionarie il 26,7%. L’occupazione è sostanzialmente ferma, con un saldo dello -0,1%, ma per le attese crescono le previsioni di contrazione per fatturato e livelli occupazionali.
Tutti i risultati dell’indagine, con le relative tabelle, sono disponibili sul sito camerale:
https://www.so.camcom.it/
cordiali saluti
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