XIII Premio Internazionale di Letteratura Giovanni Bertacchi: a Palazzo Vertemate poesia, memoria, storia e riconoscimenti
Si è svolta nella suggestiva cornice di Palazzo Vertemate la cerimonia della XIII edizione del Premio Internazionale di Letteratura Giovanni Bertacchi, appuntamento che ha riunito poesia, memoria, territorio e partecipazione in una giornata intensa e ricca di significati.
La scelta di Palazzo Vertemate non ha rappresentato soltanto una cornice prestigiosa, ma un vero e proprio elemento narrativo dell’incontro. Antonio Muraca Presidente della Commissione Scientifica si è soffermato proprio sul legame tra il Palazzo, la storia e la poesia, richiamando anche la figura e il percorso di Giovanni Bertacchi e sottolineando come il Premio continui a mantenere vivo un rapporto profondo tra letteratura, memoria dei luoghi e identità culturale.
La cerimonia ha dato spazio alla proclamazione dei risultati delle diverse sezioni della Poesia Inedita, ma soprattutto alle voci degli autori e al significato delle opere presentate. Il presidente di giuria Vincenzo Guarracino ha accompagnato i diversi momenti della premiazione con una parola, una riflessione o un pensiero dedicato a ciascun poeta, offrendo così una lettura non soltanto tecnica, ma anche profondamente umana del lavoro degli autori.
A intervenire anche il giudice e filosofo Massimiliano Zaino, che ha raccontato la significativa partecipazione registrata in questa edizione e la moltitudine di opere pervenute, testimonianza della capacità del Premio di richiamare autori, sensibilità e percorsi molto diversi tra loro. Un dato che conferma la vitalità della manifestazione e il crescente interesse verso un progetto culturale capace di creare dialogo attraverso la parola scritta.
Uno dei momenti più intensi della giornata è stato dedicato alla memoria di Davide Rastelli. Il presidente Massimiliano Greco ne ha tracciato un ricordo sentito, soffermandosi sulla sua presenza umana e sul segno lasciato nel tempo. Al suo ricordo si sono unite le poetesse Teresa Cattaneo e Giusy Gosparini, che hanno contribuito con le loro parole a creare un momento di grande partecipazione emotiva.
A suggellare l’omaggio, è stata consegnata una targa commemorativa ai familiari di Davide Rastelli, in segno di affetto, riconoscenza e vicinanza. Nelle sale di Palazzo Vertemate, il ricordo si è trasformato così in un momento di autentica condivisione, capace di ricordare come la poesia possa farsi custode della memoria.
Particolarmente significativo anche il momento dedicato al Premio alla Carriera, conferito a Guido Oldani. Il riconoscimento è stato consegnato dall’assessore alla cultura di Chiavenna ElenaTam, a testimonianza del valore di un percorso poetico e culturale che ha lasciato un segno importante nel panorama letterario.
Ad accompagnare la cerimonia, creando un dialogo continuo tra parola e musica, è stato anche il clarinettista e direttore d’orchestra Fausto Corneo, che si è esibito tra una poesia e l’altra, offrendo al pubblico momenti di ascolto e raccoglimento capaci di amplificare l’atmosfera della giornata.
La XIII edizione ha confermato così la volontà del Premio Bertacchi di non limitarsi alla semplice assegnazione di riconoscimenti, ma di costruire uno spazio di incontro nel quale la poesia possa essere letta, ascoltata, commentata e vissuta. In questa prospettiva, il dialogo tra autori, giuria, istituzioni e territorio ha contribuito a restituire alla giornata un carattere autenticamente culturale.
Gli organizzatori del Premio Internazionale di Letteratura Giovanni Bertacchi esprimono un sentito ringraziamento all’Amministrazione Comunale di Chiavenna e al Consorzio Turistico Valchiavenna per la collaborazione, la disponibilità e il sostegno offerti alla realizzazione dell’iniziativa.
Un ringraziamento viene inoltre rivolto a tutti gli autori, ai membri della giuria, ai collaboratori, agli ospiti e a quanti hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Tra le sale di Palazzo Vertemate, la poesia ha incontrato ancora una volta la storia e la memoria, dimostrando come la parola possa continuare a creare legami, custodire assenze, celebrare percorsi e aprire nuovi spazi di condivisione.
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