VALDIDENTRO-VALMALENCO: IL "FEELING" PASTORALE DEL XX SECOLO

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VALDIDENTRO-VALMALENCO: IL "FEELING" PASTORALE DEL XX SECOLO

Sab, 05/11/2022 - 20:36
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Alla guida della comunità parrocchiale di Lanzada, ben 3 sacerdoti provenienti dalla Valdidentro

Un affascinante filo diretto sembra legare la Valmalenco con la Valdidentro, dato l’elevato numero di parroci che, provenendo dall’Alta Valle, furono destinati alla comunità parrocchiale di S. Giovanni Battista di Lanzada. Tra questi, l’autore si sofferma su un sacerdote vissuto nel XVIII secolo ossia don Gervasio Maria Trioli, figlio di Antonio di Semogo.

Uomo di vasta cultura, con studi a Brescia, Milano e a Como, don Trioli non volle mai servirsene se non per esercitare il suo magistero nella piccola comunità alpina a cui fu destinato nel 1771, dopo esservi già stato qualche anno in qualità di coadiutore. Lasciò, invece, una discreta produzione scritta, che comprendeva omelie, panegirici, sermoni, prediche, un catechismo, inventari dei beni parrocchiali e anche delle poesie.

Don Trioli fu anche insegnante in un’epoca in cui le scuole per la popolazione ancora non esistevano o erano molto rare (sono conservati manoscritti da lui composti per i suoi alunni) e data la sua competenza culturale, assolse anche diversi altri compiti di natura meno ecclesiastica: fu deputato, cancelliere supplente e si occupò dell’inventariazione delle scritture di tutta la Valmalenco, che furono suddivise per argomento, catalogate e regestate.

Un’attività poliedrica, cui vanno aggiunti altri sani passatempi che lo videro promotore, a Mazzo, persino di recite teatrali con i suoi scolari. Un uomo che dispensava la cultura a piene mani con altrettanta capacità e fervore del suo magistero, entrambi fonte di ricchezza e, all’occorrenza, di salvezza per l’uomo.

 

Anna

M. PAROLINI, Gervasius Trioli burmiensis (1738-1802) prete e uomo “ut pater Patriae”, Bollettino n. 15/2012

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-15-Parolini.pdf