Il commercio di vino tra Bormio e la Media Valtellina

1
min di lettura

Il commercio di vino tra Bormio e la Media Valtellina

Sab, 08/01/2022 - 18:25
Pubblicato in:

Sul commercio del vino valtellinese praticato dai mercanti bormini si è detto molto, soprattutto in merito ai privilegi che il Contado ha goduto già nel tardo Medioevo, tuttavia meno si sa su dove e da chi fosse acquistato”. Franca Prandi prova a delineare una “filiera del vino” diretto a Bormio, dall’acquisto sino alla consegna nella Magnifica Terra.

È noto che tale bevanda, in epoca medievale, era tra i prodotti principali che arricchivano Bormio e i suoi mercanti, tanto che la sua commercializzazione era rigorosamente disciplinata dagli Statuti. Il vino di qualità si acquistava nella media Valtellina e si conduceva a Bormio su carri, sistemato in apposito botti chiamate carere; una volta giunto in paese, si lasciava invecchiare nelle cantine per poi essere portato a soma in Tirolo e in Germania, oppure smerciato in loco. Esistevano diverse taverne preposte alla vendita del vino, la più importane delle quali era quella comunale, collocata all’interno del cosiddetto “Cortivo” (oggi, l’edificio posto di fronte alla Comunità Montana) e chiamata “Taverna Maggiore”. Di tutto il vino condotto dalla Valtellina a Bormio, almeno 6 staia per ogni carro dovevano essere destinate alla Taverna Maggiore; le sue botti avevano tutte il sigillo comunale e il vino era venduto in boccali di diversa grandezza a un prezzo fissato dal Consiglio Maggiore.

Riguardo alla fornitura ab origine, si scopre che il comune di Poggiridenti, con le sue vigne coltivate sin da tempi remoti, era uno dei principali mercati dei bormini, che vi acquistavano vino sin dal Quattrocento. Si trattava di privati o di maggiorenti locali, che in cambio pagavano con sale, granaglie, denaro e perfino con candele! Oggi parrebbe impossibile, ma all’epoca la maggior parte delle compravendite si faceva “a credito”; la parola data era tenuta in massima considerazione e un impegno preso era doveroso rispettarlo, perché da ciò dipendeva l’onorabilità di una persona! Erano proprio altri tempi…

L’appendice documentaria riporta molti nomi di acquirenti bormini del Cinquecento.

 

Anna

 

F. PRANDI, Il commercio di vino tra Bormio e la Media Valtellina durante il Cinquecento: il caso di Poggiridenti, Bollettino n. 4/2001

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav04_01-Prandi-Commercio_vino.pdf

Foto di copertina: tavola conservata al Museo Civico di Bormio