TULLIO URANGIA TAZZOLI E I VOLUMI “LA CONTEA DI BORMIO”: STORIA DI UNA PUBBLICAZIONE COMPLICATA

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TULLIO URANGIA TAZZOLI E I VOLUMI “LA CONTEA DI BORMIO”: STORIA DI UNA PUBBLICAZIONE COMPLICATA

Mar, 17/08/2021 - 21:06
Pubblicato in:
Bormio Kuerc

Quasi tutti conoscono la raccolta di volumi intitolata “La Contea di Bormio” di Tullio Urangia Tazzoli, una fonte ricchissima per la conoscenza storica del nostro territorio; pochi, invece, sono a conoscenza del travaglio che ebbero queste pubblicazioni per poter vedere la luce. Le ricostruisce, in parte, l’articolo in questione traendo spunto da un carteggio conservato nell’archivio parrocchiale di Bormio e composto da lettere che l’Urangia Tazzoli aveva inviato all’allora arciprete don Evaristo Peccedi; una corrispondenza che trasuda amarezza, delusione, ma anche una profonda passione per il lavoro intrapreso.

Il Tazzoli era un “forestiero”, eppure si era innamorato talmente del Bormiese – dove aveva servito durante la prima guerra mondiale – da concepire l’idea di un’opera che ne valorizzasse le bellezze e le particolarità. Partito con il sostegno di molti estimatori, si ritrovò infine solo e in gravi difficoltà economiche, tanto che il progetto rischiò di naufragare dopo il primo volume a causa dello scarso interesse riscontrato nelle vendite e di una non meglio specificata “ostilità” da parte di qualcheduno.

Fortunatamente per noi, l’autore non si arrese, anche se nei tomi successivi dovette con rammarico rinunciare a inserire molte fotografie per contenere i costi di pubblicazione, nonostante fosse ben consapevole della loro importanza capitale come testimonianza storica, dal momento che quelle immagini rappresentavano elementi ormai distrutti delle vallate.

Un interessante “dietro le quinte” che rende giustizia al lungimirante lavoro del Tazzoli e consegna ai posteri un’immagine deplorevole di quei “ricchi magnati” che, pur passando le sere al Gran Café Clementi, vollero ignorarlo completamente. La “Contea di Bormio”, pur con qualche dovuta rettifica, resta ancora oggi un utilissimo strumento di conoscenza per moltissimi aspetti del Bormiese e non a caso – se è vero il proverbio “nemo propheta in patria” – il volume “L’Arte” finì in 20 scuole di tutta la penisola, dal nord al sud.

 

Anna

A. LANFRANCHI, Urangia Tazzoli: amarezze e difficoltà di un giovane scrittore, Bollettino n. 8/2005

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-08-Lanfranchi.pdf

Foto: Archivio Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo